FRANCESCA DONADIO    di   GIULIA SILLATO  @  2011

                                    La pittura di Francesca Donadio è una ventata di freschezza nel mondo dell’Arte Contemporanea Italiana. Pur implicitamente prevedendo una ricerca pittorica rivolta a conquistare la totale padronanza del mezzo espressivo, già in questi esempi di suggestioni mediterranee, esprime la sensibilità con cui affronta l’immagine reale, tradotta in pittura con mano abile e disinvolta. L’artista parte, e lo fa da consapevole, da principi impressionisti – notorio è il suo trasporto per la pittura di fine secolo dicannovesimo – ma lungo il suo personale percorso interpretativo e tecnico essi finiscono con l’acquisire quell’impronta “divisionistica” che, applicati nella prassi pittorica quotidiana, riescono a farci percepire maggiormente le colorazioni di un’atmosfera mediterranea. La capacità di manipolare la materia cromatica, sostenuta non solo dal pennello, ma anche dalla spatola, crea sulla tela interessanti frammentazioni, quindi riconducibili ad una visione divisonista e prova che sia che, osservando l’opera da un certa distanza, si riesca a ricomporne colori e spazialità. È una ricerca che non si ferma qui, ma continua, insistente e caparbia, sino a sfaldare i contorni del reale e a lanciarsi nel puro cromatico: è il necessario sviluppo di simili premesse.

Giulia Sillato ©2011

Luci sulle emozioni

Francesca Donadio; Luci sulle Emozion     di   Antonella Iozzo  2008

La realta’ del colore è una rappresentazione informe dell’emozione, la sua astrazione veste di spiritualita’ l’invisibile per attimi figurativi sospesi nella coreografia del pensiero. Francesca Donadio, disponendo un’invisibile griglia di linee verticali ed orizzontali ne calibra l’intensita’, il ritmo, la timbrica e ne riempie i vuoti con una pittura emotiva che accende le “Luci sulle Emozioni”, la sua ultima personale in corso su BluarteVirtual.

Alterazioni musicali sfuggenti alla forma, con eleganza e discrezione, vestono un sogno nato dalla ragione stessa ed elaborato dall’immaginazione in perlacei filamenti d’essenza, capaci di esprimere stati d’animo dal carattere irrisolto ed indeterminato. Un panneggio soave dentro il quale contrasti e riflessi cromatici dipingono l’illusione del vissuto, l’inganno innocente, la verita’ apparente.

Trame di luce solcano l’opera ed elementi geometrici compongono l’architettura dello spazio dipinto concepito, dalla Donadio, come ambiente pensante estremamente intimo, vero e nalurale. Il fermento del colore e l’inquietudine creativa convivono nell’artista generando, tramite segni sensuali e fluidi, un’orchestrazione cromatica avvolgente e tentacolare quanto liricamente malinconica. Cambiamenti e accelerazioni attraversano il supporto, luogo di dialogo sonoro, e rilasciano sentimenti liquefatti in evanescenti ricordi contemporanei, sono presenze veicolanti il silenzio incorporeo del colore, quasi parole cariche di espressivita’ e sature di sostanza meterica.

Nelle opere in mostra si coglie una dimensione di serenita’ ideale, una configurazione cromatica di fresca e luminosa fluidita’, una sospensione fuori dal tempo, elaborate negli acquerelli, da una pennellata istintiva o da un’azione determinata dall’istinto messo a freno dalla mente? La luce soffusa che colpisce la tela non svela il mistero, anzi sembra estenderlo anche agli oli.

Figurazione e astrazione aprono ventagli, librano fantasie, giocano con la natura ed i paesaggi sembrano evocare forme surreali, composizioni di luce e colore, pensieri visivi, reminescenze, sensazioni, quasi passaggi lirici tra cio’ che e’ e cio’ che si vede. La realta’ si allontana smaterializzandosi smaterializzandosi di una spazialita’ onirica, mentre gocce, elementi geometrici, arabeschi mentali e sfumature fluorescenti, sostengono la visione della Donadio imbevuta di essenza luminosa, e’ una danza di luce nel ritmo del colore.

Evanescente – Paesaggio” , “Miracle – Paesaggio”, “Ventagli 2” : profonde sensazioni, mirabili impressioni, un mondo suscitato da improvvise folgorazioni di colore che si scompongono in tanti frammenti quanti sono i battiti della passione quando, energica e palpitante, emerge dallo sfondo per una fuga romantica ed approda, stemperata nel verde petrolio di “Paesaggio verde” o nei colori caldi di “Barca a vela sul Tamigi”.

Sotto la pelle dell’intimita’ la realta’ assume il sapore del quotidiano, la vita entra concretamente nell’opera d’arte, infatti la Donadio inserisce in alcune sue opere oggetti comunissimi come i CD, un’evoluzione creativa che cosi’ teatralizzata porta a chiedersi cos’e’ un oggetto e in che rapporto è con il mondo e di conseguenza con noi stessi.

Luci sulle emozioni”, colore sulle intuizioni. L’anima si apre al rigore e alla misura, Donadio si lascia tentare dall’equilibrio e dall’estro inventivo, un pensiero sulle ali del dinamismo dove la suggestione e’ un graffio impercettibile nella vibrazione del colore.

Una mostra che relaziona con il cuore le prospettive della mente, perche’ la lucidita’ di un’emozione e’ una riflessione dipinta in moduli fluidi e leggeri che sorprendono la vulnerabilita’ dell’assenza con i riverberi sonori del colore.

20 dicembre 2008

Con gli occhi di una maschera

 

Compiendo tratti concettuali dettati dalla rapidità del gesto Francesca Donadio spatola sul supporto diversificati di toni che campeggiano su fondo bianco. Segni movimentati, veloci, serbano il tono asettico e universale dei colori del minimalismo, soggetti inesistenti dove il gesto dai colori raffinati e sobri è inquadrato perfettamente all’interno di un gioco ben preciso. Attraverso la leggerezza e la sobrietà dell’acquerello permea il supporto di sensibilità immateriale e invoglia l’osservatore a seguire la rapidità di quei tratti. Il gesto è alla base delle sue ricerche che si completa nella scelta di toni perfettamente calibrati e studiati sul campo bianco offrendo alla resa finale un ritmo. Ripetendo la gestualità dei toni innumerevoli volte non attua una ripetizione, al contrario: individua un linguaggio poetico convincente e leggiadro che affina continuamente. In quest’ottica la pittura della Donadio non è solo funzione dello sguardo, ma funzione di ciò che accomuna ogni uomo e che appartiene a tutti gli esseri viventi: la vita. Dietro ogni spatolata di colore si nasconde un silenzioso ed elaborato meccanismo in modo da coinvolgere l’osservatore in quel gioco di salite e discese del gesto, quasi seducendolo. L’autorevolezza della pittura dell’artista si coglie proprio nel fondo bianco che non interferisce con il resto della resa, è neutrale, mettendo in evidenza il processo lodevole della pittura in quanto tale.

di Anna Soricaro

I versatili sentieri pigmentali di Francesca Donadio

Per una lirica del colore
Segni fluttuanti sul variopinto tessuto di un quadro, silenziose piogge di forme sfavillanti e plurime distese di colore naufragate verso le sponde dello sfumato: sono queste le note soavi della lirica pittorica di Francesca Donadio.
   La materia si sfalda nel respiro pulsante della pennellata, ora morbida e vellutata , ora scabra e incisiva. Masse di colore si snodano nell’assetto narrativo, dialogando con le strutturazioni iconografiche, ma con un occhio sempre attento agli effetti luministici.
   Nelle sue opere si palesa la lezione dei maestri del passato e si celano le influenze dell’arte contemporanea.
   " In  essa  la  storia  dell’arte  rivive  un  nuovo  ideale  di  esistenza, che  traduce  la  memoria  in  acme  cromatico  e  in  intime  percorrenze segniche".
   Liquida o materica, la pittura nostalgica della Donadio sorvola il tempo, schiudendo le ali piumate del pensiero sul cielo infinito dell’emozione.
 
di Sabrina Falzone

Short biography

 
 
Francesca Donadio began painting just for passion few years ago. She loves very much impressionist paintings.Interested in human figure,she represents it many times as subject in reproductions,portraits and Sacred Paintings. Her very personal style gets to the top in her exclusive artistic landscapes. Her collection,“La Mia Arte”,contains about 50 paintings that have already obtained great success

SCRIVE DI LEI GIANNI MAZZEI…

Qualunque sia stato il percorso temporale attuativo delle sue opere ( acquarelli, arte figurativa,arte sacra, paesaggi, riproduzioni) , per capire  funzionalmente e sapere individuare i punti cardine e il personalissimo stile nell’opera di Francesca Donadio, si deve tracciare una linea retta che,partendo dalle riproduzioni,  arriva ai paesaggi.

Nelle riproduzioni (circa una ventina di quadri) si trovano ,in modo inconfutabile, sia l humus poetico della  pittrice, le sue linee guida, come anche già quelle significative variazioni, cromatiche  e d’impianto compositivo, che ,discostandola da una semplice imitazione  dei grandi artisti seppur fatta con  grande letizia e ariosa temperie mentale, ne individuano i tratti innovativi e le certezze diventate  proprie.

Cosicché nella dama tu noti il vibrare della linea che diventa mezzo espressivo e plasticismo come in Botticelli, mentre  in Van Gogh vedi la capacità della Donadio  nello stemperare quell’esplosione di luce,colore e energia restituendo all’infelice artista tenerezza e pacatezza interiore.

Francesca Donadio predilige, in queste sue opere, la lettura degli impressionisti senza dimenticare la grande lezione degli italiani( Modigliani) o il grande miracolo rinascimentale.

Questo omaggio,però, non è accademico e non si esaurisce in  opere ,linearmente belle, ma esornative,senza nerbo e anima: la Donadio rompe gli schemi riproduttivi  attraversa la sua spontanea apertura all’emozione che si estrinseca in toni morbidi e pastosi, nella seduzione del colore e nella vivacità compositiva che appare dinamica,mossa e dialogante.

Si veda l’albero che svetta in un cielo concitato e mosso eppur  alleggerito nella materia o l’omaggio a Modigliani, nel nudo, d’intensa plasticità  e risalto cromatico.

La Donadio anche nelle altre opere: acquarelli,arte figurativa dimostra con sicurezza la sua perizia stilistica, la sua purezza espressiva  e l’armonia di toni di luce e di colore.

Per arrivare, forte di queste conquiste, all’apice della sua arte: i paesaggi, in modo particolare alla rappresentazione di città e ambienti aperti,vissuti tra l’onirico e il surreale, con connotazioni anche metafisiche e sociologiche.

Il “ la” di questo moderato cantabile che assurga alla fine a orchestrata e complessa sinfonia lo dà “Iris”, con quei fiori che svettano,guglie di luce, a mordere il cielo, e la raffigurazione di un albero immerso in una luce densa di imminente pioggia.

Poi,all’improvviso, vedi questi colori rosso-azzurro-giallo che creano palazzi che tendono,come rami che invocano linfa,verso il cielo. Ma la singolarità di questa artista calabrese è che,pur nello spazio ristretto in cui queste abitazioni insistono, non ti dà il senso della sovrapposizione, del soffocamento e alienazione della città contemporanea.

Tu vedi,invece, palazzi che si rispecchiano nell’acqua e da questa liquidità di luce prendono forza e confidenza umana.

O vedi ancora giochi complessi architettonici: balaustre, passaggi strettissimi sospesi nell’aria tra un’abitazione e l’altra, infinite aperture precipiti nel vuoto che non danno senso di sconforto o di vertigini esistenziali come se fossero andirivieni mentali che sradicano la ragione e la logica facendo cadere nel risucchio del non-senso: sono,invece,balconate, mentali e reali, che colloquiano tra loro, seppur a volta con fragile filo comunicativo e precarietà di un dire spezzato e mosso.

Nella Donadio  questa capacità di rappresentare la realtà, complessa come i meandri e i labirinti inspiegabili apparentemente della mente che può cadere nella follìa, li estrinseca sapientemente tra le ambiguità di una società scentrata,senza un suo ubi consistam, e la sua fede incrollabile nella comunione che si palesa  nel colore acquoreo della sua mediterraneità che sconfigge il cinismo della pura logica, dando legittimo ruolo all’emozione ,alla fantasia, alla solidarietà.

E lo si ricava,tale travaglio interiore e amalgama  felice tra spinte irrazionali ( si veda la composizione “Il fumatore” ,richiamo ambiguo a quelle figure doppie,presenti nell’interpretazione psicanalitica)  e ferma volontà di  affermare la vita e la storia, nel quadro “Mediterraneo” che richiama l’oniricità e,nello stesso tempo,la forza dirompente del sogno e dell’arte che salva, di Dino Campana, in quelle città turrite,impenetrabili ma che un solo raggio di luce e la brezza del mare aprono alla vita e al suo sapore imperituro.

 

Trebisacce, li 9.9.2006          gianni mazzei